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No Trivelle nel Piceno dice “no” al metanodotto che attraversa la provincia

Scelte "scellerate" sulle politiche energetiche che ricadono sui territori: 75 km di tubi da Teramo a Sant'Elpidio a Mare

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Il percorso del metanodotto denominato “Cellino-Teramo-San Marco 2° tronco” che parte da Teramo ed arriva a Sant’Elpidio a Mare tagliando in due la provincia di Ascoli Piceno

Chissà cosa penseranno i turisti che in questi giorni attraversano le colline di Offida e Castorano, lungo il percorso del Rosso Piceno Superiore, quando vedono la “superstrada” del metano che sta facendo strage di viti, ulivi, querce e quant’altro incontra lungo il suo percorso?

E’ il pesante tributo che il nostro territorio ancora una volta è chiamato a pagare per le scelte scellerate dei nostri governi sulle politiche energetiche, questo metanodotto non è per il nostro fabbisogno ma per seguire una politica sbagliata di asservimento dei Paesi del Nord Europa.

Questo imponente metanodotto denominato “Cellino-Teramo-San Marco 2° tronco” parte da Teramo ed arriva a Sant’Elpidio a Mare, con il suo fronte di 18 metri attraversa le nostre campagne per un totale di 75 km.
L’impatto ambientale è fortissimo: sta modificando il nostro paesaggio, sta danneggiando nostri vigneti, gli uliveti e coltivazioni agricole di pregio che faticosamente abbiamo realizzato i questi anni.
Si tratta di un progetto pericoloso, infatti è un metanodotto cosiddetto di “prima specie” ad alta pressione (75 bar) con un tubo di diametro cm.50, interrato nelle nostre colline che sappiamo tutti quanto siano geologicamente fragili.

Il percorso del metanodotto denominato “Cellino-Teramo-San Marco 2° tronco” che parte da Teramo ed arriva a Sant’Elpidio a Mare tagliando in due la provincia di Ascoli PicenoIl percorso del metanodotto denominato “Cellino-Teramo-San Marco 2° tronco” che parte da Teramo ed arriva a Sant’Elpidio a Mare tagliando in due la provincia di Ascoli PicenoIl percorso del metanodotto denominato “Cellino-Teramo-San Marco 2° tronco” che parte da Teramo ed arriva a Sant’Elpidio a Mare tagliando in due la provincia di Ascoli Piceno

Attraverserà 6 Comuni della nostra provincia: Ascoli Piceno, Castel di Lama, Castorano, Offida, Ripatransone, Montefiore dell’Aso.
Ci chiediamo cosa hanno fatto gli amministratori di questi Comuni per evitare questo disastro e difendere gli abitanti ed il loro territorio? Semplicemente niente! Anzi hanno approvato nei loro relativi consigli il progetto così come presentato senza minimamente coinvolgere ed informare i cittadini, le imprese agricole e le associazioni di categoria che si sono ritrovati le ruspe sulla testa.

Cari Sindaci, per il futuro, evitate di esternare pubblicamente il vostro amore per il nostro territorio, il vostro impegno per difenderlo e preservarlo, se poi quando si tratta di azioni concrete, siete fatalisti e vi trincerate dietro alla solita frase “tanto non si poteva fare nulla…” di questi comportamenti il territorio non ne ha proprio bisogno.

 

No Trivelle nel Piceno
Gabriele Illuminati
Giovanni Vagnoni
Rocco Vallorani
Emidio Rossi
notrivpiceno@gmail.com

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