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Valle Castellana potrebbe passare ad Ascoli Piceno

Possibile il cambio di provincia dall'Abruzzo

Valle Castellana

Dopo un secolo di battaglie Valle Castellana (1200 abitanti, 43 frazioni che gravitano sull’Ascolano da sempre, 132 km quadrati di superficie) riesce a fare un primo passo per staccarsi dalla provincia di Teramo ed entrare, in caso di esito positivo della consultazione popolare, in quella di Ascoli.


Dopo la delibera votata all’unanimità dal consiglio comunale del centro abruzzese a giugno e la sua presentazione all’Ufficio Centrale per il Referendum presso la Corte di Cassazione, è stato emesso un decreto in data 19 settembre che ne dichiara l’ammissibilità.

Ora, dopo la firma del Presidente della Repubblica nel prossimo mese di Marzo agli abitanti di Valle Castellana verrà posto il seguente quesito referendario: «Volete che il territorio del Comune di Valle Castellana sia separato dalla Regione Abruzzo per entrare a far parte integrante della Regione Marche?».

Trattandosi di un referendum di rango costituzionale il quesito, per essere approvato, dovrà ottenere il 50% più uno dei suffragi dei cittadini aventi diritto al voto.

Un grande successo del “Comitato per il Referendum Valle Castellana nelle Marche” costituitosi il 23 aprile 2019 con presidente il Dott. Biagio Caponi. Tale Comitato è stato ricostituito sulla base del vecchio comitato che già aveva provato con una raccolta di firme effettuata nel 2013 a chiedere il referendum all’amministrazione comunale dell’epoca.

Il passaggio del territorio di Valle Castellana nelle Marche è una necessità sentita dalla popolazione sin dai tempi post-unitari. Storicamente già dall’VIII secolo il territorio di Valle Castellana apparteneva al potente monastero di Sant’Angelo Magno.

Nella suddivisione in regioni furono tracciati confini geografici senza tenere in giusta considerazione le realtà storiche, culturali, sociali ed economiche delle popolazioni.

In ricerche effettuate presso l’Archivio Comunale sono state ritrovate 3 delibere comunali sull’argomento. La prima del 13-12-1891, la seconda del 04-03-1948 ed infine una terza del 14-03-1965 adducendo come prima motivazione quella geografica. Valle Castellana, infatti, dista 40 chilometri da Teramo mentre Ascoli Piceno si trova a solo 18 chilometri.

Una collocazione geografica che ha portato da sempre Valle Castellana a gravitare su Ascoli. Inoltre il territorio del comune teramano, che fa già parte della diocesi ascolana, ricade già nelle competenze del tribunale ascolano e la Corte d’Appello è quella di Ancona. La maggior parte della popolazione residente studia, lavora, fa acquisti e si cura ad Ascoli Piceno con cui Valle Castellana è collegata da diverse corse giornaliere di autobus. Anche per quel che riguarda le comunicazioni TV e radio locali ricevono solo canali delle Marche.

Dopo i gravi danni causati di recenti eventi sismici molti abitanti si sono trasferiti in Ascoli.

Ascoli Nostra che si è battuta da sempre per la tutela del patrimonio storico, artistico e culturale del territorio piceno appoggia in pieno l’iniziativa del “Comitato per il Referendum Valle Castellana nelle Marche” che verrà votatp nel mese di Marzo e ne auspica il meritato successo.

Da

Ascoli Nostra

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